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Roberto Sampietro

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Nato a Como, risiede - da sempre - a Villa Guardia. Ha seguito studi di indirizzo tecnico-scientifico, coltivando la poesia e la scrittura come hobby.
Socio Àcàrya dal 2004, nell'attuale consiglio dell'associazione è incaricato dei rapporti con gruppi teatrali, attori e musicisti. E' vicepresidente dell'Àcàrya dal 16 marzo 2012.
Sempre nel 2004, con Paolo Bignami, ha fondato a Como l'Associazione Culturale "Teatrame", volta a promuovere attività teatrali, artistiche e culturali, particolarmente quando prevedano interscambi e collaborazioni con altre associazioni.
Nello stesso anno Paolo e Roberto presentano al pubblico il lavoro teatrale "Il sogno di Evelina", incentrato sulla vita a Como durante il secondo conflitto mondiale, e vincitore (ex-aequo) del premio speciale "Enea Ellero" .
Nel 2006 suoi versi hanno costituito il testo d'accompagnamento per uno spettacolo di teatro-danza tenuto a Como, con la regia di Paolo Bignami e le coreografie di Chiara Bignami.
Nel 2007 su suoi testi, vecchi e nuovi, gli amici di Teatrame hanno tenuto presso l'Àcàrya una serata a tema, tra poesia e teatro, intitolata "Diario di Navigazione" (vd. oltre).
Nell'ambito delle attività di Teatrame, ha partecipato alla sceneggiatura ed alla realizzazione del cortometraggio "Il tabacco fa male, fumiamoci il filtro", da un'idea originale di Paolo Bignami e con la partecipazione, tra gli altri, di Elio Noseda. Il cortometraggio è stato proiettato in Àcàrya il 4/11/2011, nel corso della serata dedicata ad Elio (che verrà ripetuta nel corso del 2012).

Nel 2011, per Àcàrya, ha curato due serate sulla poesia di William Butler Yeats: "And words obey my call" (10/06/2011) e "Though leaves are many" (30/09/2011), e - nel quadro delle celebrazioni per il 150° dell'unità d'Italia - ha ideato e coordinato "Dove nasce una lingua" (16/12/2011), 'concerto per voci' nel quale il pubblico ha potuto cogliere in una sola serata, attraverso le voci dei più grandi poeti italiani, l'evoluzione della lingua nell'arco degli otto secoli che vanno dai testi arcaici alla contemporaneità.

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Oltre alle poesie qui sotto riportate (che verranno sostituite a rotazione), potete leggere anche:

  • Le Isole nel Tempo (sulla pagina dei Coriandoli) e

  • Diario di navigazione (tra i Download PDF), contenente i testi utilizzati per l'omonima serata del 2007 (Diario di navigazione/Navigatio Sancti Brendani; Ogni giornata ha isole; Rotta a levante; È giornata di mare affaticato; Oltre il sasso bagnato c’è il mattino; Alto sopra i mari; Nessuno; Saliva l’alba sul mare; Ballata dei passi infranti; La grande onda; Velieri; Per oceani e per mari; Ballata delle navi Sogno; Il sole procede dal mare; Sindbād; Vela.)

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Chi volesse contattare l'autore può farlo scrivendogli all'indirizzo:
rsscrittura@gmail.com

oppure raggiungendolo su:
Facebook
Roberto Sampietro


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INCOMINCIANO I GIORNI DI SABBIA

Incominciano i giorni di sabbia
in cui l’anima stessa si confonde
e si perde nei proprî luoghi,
e crea
proprie desolazioni.

Anche il vento che scorre, e sposta ognuno
dei granelli che sfrigolano al suolo,
non trasporta montagne, dune, fiumi
di polvere, lembi di deserto,
vaste lune di silice,
ma giorni,
in cui ogni ora è un cumulo di sabbia,
ed un pugno di sabbia ogni minuto,
e ogni secondo stride in mezzo agli altri
rotolando lontano.

Tu
che leggi la sabbia
non stupire
che le sue forme siano evanescenti
e incerte le sue linee di scrittura:
ogni cosa che trovi è già altra cosa,
ma i granelli, impassibili, non mutano.

Prega perché tutto trovi
luogo.
        Qualcuno
sa tutta la sabbia, e la comprende.


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Spettinare l’ombra
perché la luce passi
attraverso l’opaca sostanza del mondo.
E chiedere alla vita che non passi,
impalpabile fluido trasparente
consumato nel lampo d’un secondo.
          Ma così sia:
se una regola interna deve farsi
sostanza e nel farlo si distende
alla propria misura, 
          e non va oltre.
L’erba cresce in mezzo ai sassi
nell’unico modo che comprende.


***

shufa

L’ARTE DEL CALLIGRAFO

 
Sento
quando lasciare libera la mano.

E mi scorre dal cuore al braccio, rosso,
l’inchiostro che distendo sulla carta.
Queste linee difendono la vita pensata come un’opera costante
di perìzia
e misura
e slancio
e freno
e stupore e incertezza uniti assieme
in un tratto continuo.
Contro il gesto più semplice si rompe
finalmente la ridda fragorosa.
Sconfitti
si disperdono
i frammenti.


***

PRIMAVERA E AUTUNNO – IV / IL FUOCO NELL'ACQUA

Uno scintillìo
dentro uno specchio d’acqua.
Ti guardo
fuoco acceso invano,
che ardi senza che qualcosa sfugga
bruciando e liberandosi
nel fumo.
Invece brucia
                 e brucia
                            e brucia
                                       e brucia
dentro all’illusione
il tuo alimento,
imprigionato.
Senza fine né inizio,
senza centro
brucia il dolore dentro il desiderio.

***

CANCELLANDO UNA DEDICA

Quel che cancello è il tuo nome dalle pagine,
il tuo nome o il tuo simbolo,
che importa.
Resta quello che sei, 
il significato
che durerà.
Addio mia luce, smorta
nella distanza vuota del rimpianto,
vuota 
della rimpianta tua dolcezza.
Ma non ti sminuirò per amarezza:
tu sei stata la vampa e il suo fulgore.
Ti libero da queste mie parole, 
furono te,
ritornano me stesso.
Noi siamo anche coloro che incontriamo, 
questo è ciò che di te mi spetta ancora. 
Ti bacio nel ricordo e apro le mani:
più nulla d'altro
tratterrò 
di te.