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Gabriella Melis

Nata e vissuta a Como, Gabriella Ŕ stata inserita per molti anni nel Gruppo Letterio AcÓrya, condividendo con gli altri soci la passione per la cultura. La sua Ŕ una poetica squisitamente femminile, decantata goccia a goccia, come se ogni verso, ogni parola, fossero dei mondi a se , roteanti nell'universo della pagina bianca . Ogni sua composizione Ŕ un sistema solare retto da equilibri millenari e ricomposto nel microcosmo della quotidianitÓ. Ogni periodo delle sue liriche viaggia su orbite prestabilite che a volte sembrano perdersi verso il punto di non ritorno, ma che alla fine si ricompongono sopra il nucleo centrale della stella che le ha generate. Le soluzioni tematiche non sono mai banali, anzi, la simbiosi con l'espressivitÓ raggiunta Ŕ totale. Amava gli animali, i castelli, il caldo dell'estate.
Gabriella ci ha lasciati l'11 aprile 2012.

 

Il castello

Ho costruito un castello
con le pagine delle mie parole.

Affanni e gioie
si ergono imponenti
per difendere i miei giorni.

L' amore scruta l' orizzonte
per essere il guardiano
e il fantasma.

Enormi sale trasudano di quadri
disegnati
da stagioni di ritratti.

Pi¨ grandi le pareti
ricordano battaglie con la vita
affrescate da colori umani.

Ed io, signora del maniero,
consumo il tempo
nell' ora pi¨ invisibile
dando alle nuvole
dei nomi folli.

Asciugo le lacrime dalle ferite
ricordando come un urlo
lascia un' eco per le stanze.

Ogni sera salgo
sulla torre pi¨ alta
per contare, in silenzio,
le mie piccole stelle.

Attendo il mattino
con la corazza nuova
per combattere,
giorno dopo giorno,
l' assedio del mondo
che sgretola le mura.

 

Vivere Sognante

Nude,
le mie braccia sottili
disperdono nel vento
ombre vaganti
di foglie
dal colore giallo.

Rivivo esperienze esaltanti
e il prevalere maligno
di pagine grigie
mi rendono assorta.

La risonanza
della mia malinconia
ristagna nel porto
di sofferenze passate
e la venatura azzurra
del mio anelito di vita,
ora,
riaccende brace spenta.

Ritrovo le orme
delle filigrane,
la gioia del muschio
ai piedi di un castagno,
il sapore del ghiaccio
decantato nelle botti,
il lirismo di un attimo
incorniciato nel cielo.

Amo il mio vivere sognante
e lancio in mare
l' ancora della speranza
per essere la prima
a salutare l' aurora.

 

Il mio sole

Il prodigio della rugiada 
ogni mattina, e tu
apri la finestra 
della mia vita,
cancelli il profilo
del mio malessere
e ossigeni un cuore
irrazionale e confuso.

Entri nella stanza 
della mia anima
per impaginare la serenitÓ
e sciogliere
la mia malinconia
per troppo tempo respirata
nell' aria del silenzio.

Seguendo la tua luce
mi sentir˛ 
compiuta,
modulate emozioni
dell' inconscio
mi daranno consapevolezza
di vivere un incantesimo,
e dal fiore dei nostri volti
potr˛ sfogliare,
giorno dopo giorno,
l' eternitÓ
dei nostri sguardi innamorati.

 

Per qualche sera

Non dobbiamo farci eremiti
nel chiostro dei ricordi.

Rischieremmo un giorno,
al suono della campana
dei rimorsi,
di venire giustiziati
dal nostro " io " di allora.

Vi Ŕ un piacere romantico
nell' accarezzare gli amuleti
in certe ore di sole
e con gli occhi chiusi
sfogliare i colori di una vita.

Non schiacciamo noi stessi
mandando a ritroso
la ruota del tempo.

Ma, possiamo chiedere
ai ricordi del mattino
una piccola gioia 
per qualche sera.